Avete intenzione di ristrutturare la vostra abitazione o dovete acquistarne una e volete valutare i consumi energetici a cui andrete incontro? Per evitare brutte sorprese all’arrivo delle bollette, bisogna essere molto attenti e considerare tutti gli aspetti.

L’impianto di riscaldamento è una spesa che incide molto: per capirne i costi, è necessario in primo luogo conoscere il fabbisogno termico invernale dell’abitazione che viene limitato da un buon isolamento.

Come fare? Vi diamo una breve guida per un primo calcolo, anche se vi consigliamo di affidarvi sempre agli esperti. Da Ridea c’è un team di professionisti che vi aiuterà a disporre i radiatori nei punti giusti, tenendo conto dell’arredamento e valorizzando il design dei termoarredi.

Primo fattore da prendere in considerazione è la classe energetica dell’edificio. Per un edificio degli anni ’70-’80 (oppure di classe energetica E) bisogna considerare un coefficiente termico di 35÷40 Watt/m3 (il Watt, abbreviazione W, è l’unità di misura che identifica nel sistema internazionale delle unità di misura la potenza. Qualche nostalgico utilizza ancora la chilocaloria, abbreviazione Kcal, che però non dovrebbe essere più utilizzata). Per passare da Kcal a W, moltiplicate le Kcal X 1,163.

  • Se l’abitazione è precedente (classe energetica F-G), il coefficiente deve essere aumentato del 20%

  • Per case costruite dopo il 1990 (teoricamente di classe C-D), il coefficiente deve essere ridotto del 20%

  • Per case costruite dopo il 2005 (teoricamente di classe A-B), il coefficiente deve essere ridotto del 40%.

Ovviamente si tratta di un primo calcolo empirico che aiuta nella prima stima e che verrà formalizzato dal termotecnico a cui verrà affidato il lavoro di ristrutturazione.

In base a questo risultato, stabiliremo quanti radiatori servono per riscaldare in modo efficace l’ambiente. Dovremo consultare le schede tecniche della potenza di ogni calorifero che desideriamo acquistare, e dividere il totale del fabbisogno che si è precedentemente calcolato con il valore della potenza del radiatore o dell’elemento che compone il radiatore; per esempio:

  • Radiatore preassemblato con potenza pari a 1200W

    • Volume della stanza: 43m3 (4x4x2,7mt di altezza)

    • Abitazione di classe: D

    • Fabbisogno energetico: 28W/m3 (35/1,2)

    • Fabbisogno della stanza: 1204W

    • È sufficiente un solo radiatore come prescelto

  • Radiatore ad elementi da assemblare ognuno con potenza pari a 140W

    • Abitazione come da caso precedente: 1204W

    • Numero elementi radianti: 8,6→9

    • È sufficiente un radiatore composto da 9 elementi oppure due radiatori composti uno da 5 ed uno da 4 elementi.

Per valutare correttamente la potenza del radiatore, si deve anche considerare la temperatura dell’acqua a cui funziona la caldaia di casa. Sino ad oggi veniva considerata una temperatura di funzionamento di circa 75°C (che sulle schede dei radiatori viene identificata dalla sigla ΔT50); ultimamente si tende ad utilizzare caldaie a condensazione con temperature di funzionamento di circa 55°C e pertanto si dovrà prendere in considerazione la resa termica del radiatore contraddistinta dalla sigla ΔT30.

Nel caso in cui non venisse indicata direttamente, si potrebbe calcolare con una formula e coefficienti da richiedere al produttore del calorifero ma indicativamente la resa a ΔT30 è la metà di quella a ΔT50.

In secondo luogo, va scelto il materiale dei radiatori. Quelli in alluminio si scaldano subito e possono essere sia idraulici sia elettrici; con il secondo sistema, potrete usare lo scaldasalviette anche se l’impianto di riscaldamento è spento. Ridea ha una vasta scelta di radiatori in alluminio e scaldasalviette tra cui scegliere e in cui trovare il prodotto adeguato per le proprie esigenze.

Non bisogna infine tralasciare la scelta della disposizione e delle dimensioni dei radiatori, oltre che l’esposizione del locale ai punti cardinali: un ambiente esposto a sud, infatti, sarà più caldo di uno a nord e avrà meno bisogno di essere riscaldato artificialmente.